Belluno 2021 – Raduno del Terzo Raggruppamento Alpini

Assisi 2020 – Raduno del Quarto Raggruppamento Alpini – 25, 26 e 27 settembre
25 maggio 2016

Belluno 2021 – Raduno del Terzo Raggruppamento Alpini

Belluno 2021 sede del raduno triveneto degli alpini

Sabato 5 ottobre 2019, i Presidenti delle Sezioni del Terzo Raggruppamento si sono incontrati a Conegliano ed hanno deciso che sarà Belluno la città che ospiterà il Raduno del 3° Raggruppamento 2021.

La Sezione Ana di Belluno l’ha spuntata contro le candidature di Treviso e Venezia: nel 2021 il Raduno del 3° Raggruppamento, che comprende le sezioni del Triveneto, si terrà nel capoluogo dolomitico.

Si tratta di un riconoscimento importante per la Sezione che, proprio tra due anni, celebrerà il centenario della propria fondazione, avvenuta nel 1921.

Per tale occasione confluiranno in città le penne nere del Veneto, del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia, parecchie delle quali hanno prestato il servizio militare di leva in reparti della disciolta Brigata «Cadore» e nei suoi reggimenti, battaglioni e gruppi.

Nei prossimi mesi verranno diffuse maggiori informazioni sul programma, ma possiamo essere sicuri fin d’ora che la Sezione presieduta da Angelo Dal Borgo si impegnerà al massimo per ben figurare.

Belluno

Oggi vi portiamo alla scoperta di Belluno, il capoluogo più montano del Veneto, patria di Dino Buzzati. Una città con un centro storico ben conservato, meno conosciuto di tanti altri, forse per la sua posizione un po’ discosta; una città che dimostra una certa vicacità culturale.

Ma prima diamo qualche cenno geografico: Belluno sorge su un lembo di terra rinserrato tra il Piave e il torrente Ardo. L’altitudine è relativamente bassa, 383 metri, gli abitati 36mila, ma il clima è già di montagna, con improvvisi scorci, tra le case, sulle vette dolomitiche. In poco tempo da Belluno si è a passeggiare in montagna…

IL CENTRO STORICO
Da non perdere, come dicevamo, è il centro storico di Belluno, ricco di palazzi di pregio e monumenti antichi. Per chi arriva da fuori in auto è consigliabile lasciare l’auto al parcheggio di Lambiol e prendere la lunga sala mobile che sale fino alla piazza del Duomo, fulcro della vita cittadina. Qui prospetta appunto il Duomo, sorto nel VII secolo, ma rifatto nel Settecento, con un alto campanile firmato da Filippo Juvarra; di fronte il Battistero con un fonte battesimale sormontato da una statua di Andrea Brustolon.
Dall’altro lato della piazza il Palazzo dei Rettori, già sede del governo veneziano, ha un arioso portico terreno ed è sovrastato dalla cinquecentesca torre dell’Orologio. Raggiunta piazza del Mercato e percorsa via Rialto si raggiunge piazza Vittorio Emanuele e la via Roma. Qui, di fronte alla storico Teatro Comunale si eleva Palazzo Fulcis, da pochi giorni sede del rinnovato Museo civico, che ha lasciato la vecchia sede che dal 1876 era nel Palazzo dei Giuristi (1664) in piazza del Duomo.
IL RINNOVATO MUSEO CIVICO
La visita del Museo civico merita una sosta prolungata. Si estende su tremila metri quadrati di spazio espositivo distribuito su cinque piani e articolato in 24 stanze, con stucchi e affreschi settecenteschi recuperati. Al suo interno si può ammirare oggi oltre 600 opere firmate da Bartolomeo Montagna, Domenico Tintoretto, Matteo Cesa, Andrea Brustolon, Marco e Sabastiano Ricci, Ippolito Caffi, ma anche preziose collezioni di porcellane, rari bronzetti e placchette rinascimentali e una raccolta di disegni e incisioni.
Da notare, in particolare, la collezione Zambelli con una delle raccolte di porcellane settecentesche più importanti del Veneto, la collezione di gioielli Prosdocimi Bozzoli, le matrici xilografiche della tipografia Tissi. Visibile a rotazione è il materiale delle ricche raccolte grafiche del museo, che ora dispone di uno spazio consono per valorizzare sia i notevoli disegni, dall’eccezionale album di Andrea Brustolon ai lavori di Diziani fino ai fogli di Demin e Paoletti, sia le importanti stampe della collezione, tra le quali si segnala, ad esempio, il fondo Alpago-Novello (oltre 1400 fogli).
DELIZIE A TAVOLA
Dopo tanta arte, fatevi tentare dall’opportunità di una sosta a tavola per gustare i piatti tipici bellunesi, a partire dai casunzei (ravioloni con patate, verdure e ricotta affumicata) oppure dai minestroni montanari con fagioli, ortiche, funghi e orzo o dai canederli rivisitati dall’Alto Adige.
Da assaggiare anche la cacciagione, il coniglio aromatizzato dal ginepro, i formaggi del luogo come il Piave, il Dolomiti o lo Schiz e i celeberrimi fagioli borlotti di Lamòn. E per concludere un ottimo gelato artigianale che qui sanno fare davvero bene perché la patria dei gelatieri, che hanno portato la loro arte in giro per l’Europa, è poco più a monte, in valle di Zoldo.
NEI DINTORNI DI BELLUNO
Nei dintorni di Belluno olte sono le mete da non lasciarsi scappare: da un lato i Monti del Sole, nel Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, dall’altro lato l’Alpago, con i vari paesi sparsi sull’altopiano, tra cui Tambre, ai margini del Bosco del Cansiglio, dal quale i Veneziani traevano dagli abeti più maestosi gli alberi maestri delle navi della Serenissima. Anche la bella Feltre è poco distante.
Lungo la val Belluna, sulla sinistra idrografica, scendendo verso la pianura, è d’obbligo una sosta a Mel, Bandiera arancione del Tci, per ammirare la piazza Papa Luciani, armonioso insieme di edifici tardorinascimetali e barocchi ove sorge anche la storica locanda al Cappello. Qui si può visitare il Museo civico archeologico nel palazzo delle Contesse. Dal paese salendo alla frazione Campo San Pietro si raggiunge ancora i saluta il castello di Zumelle, unica fortezza sopravvissuta in val Belluna, posta in un magifico balcone panoramico.
articolo tratto da www.touringclub.it/
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