Tolmezzo 2019 – Raduno del Terzo Raggruppamento Alpini – 14, 15 e 16 giugno

Raduno 2019 del Terzo Raggruppamento Alpini a Tolmezzo – 14, 15 e 16 giugno
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Tolmezzo 2019 – Raduno del Terzo Raggruppamento Alpini – 14, 15 e 16 giugno

Raduno Triveneto dell’Ana nel 2019 a Tolmezzo:
attese 20 mila penne nere.

14, 15 e 16 giugno 2019

La manifestazione si svolgerà il prossimo anno, in giugno. Sarà un’occasione per gli alpini di visitare alcuni luoghi storici della Prima Guerra Mondiale.

TOLMEZZO. La città di Tolmezzo ospiterà il Raduno Triveneto 2019 dell’Ana. La cittadina carnica ospiterà le penne nere dell’Associazione Nazionale Alpini nelle giornate 14, 15 e 16 giugno 2019.

Il consiglio dell’Ana di Tolmezzo, forte del supporto dei 32 gruppi della sezione, ha deciso di accettare questa sfida. Ennio Blanzan, presidente della Sezione Carnica, ha già messo i ferri sul fuoco, promuovendo e rafforzando i contatti con tutte le sezioni Ana del Triveneto e cercando solidarietà in loco.

«Il sindaco Francesco Brollo – ha riferito il presidente – si è detto entusiasta per questa scelta che vedrà giungere a Tolmezzo e in Carnia in quei tre giorni oltre 20 mila persone».

Brollo ha dato il suo assenso alla manifestazione del prossimo anno che avrà una grande rilevanza e risonanza per tutta la Carnia e che porterà gli alpini del Triveneto a visitare i vari siti amati dagli uomini dell’Ana.

Tra questi, sicuramente l’Ossario e il Museo della Grande Guerra di Timau di Paluzza in cui attraverso numerosi reperti bellici italo-austriaci, migliaia di documenti inediti di straordinario valore storico, fotografie e armamenti, vengono testimoniate le drammatiche vicende che videro la Carnia fronte del Primo Conflitto Mondiale.

Non solo, i monti del Pal Piccolo, Pal Grande e Fraikofel, luoghi dove si combatté il conflitto del 1915 – 1918, e casera Malpasso dove nel 1917 venne ferita a morte la portatrice carnica, medaglia d’oro al valor militare, Maria Plozner Mentil. Tolmezzo, dunque, si prepara a organizzare in tutti i dettagli questo importante evento che richiamerà migliaia di penne nere. E si appresta a vivere una vera festa per tutti gli alpini.

Estratto da articolo del 25 luglio 2018 di Gino Grillo  per www.messaggeroveneto.it

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Tolmezzo

Tolmezzo (Tumieç in friulano) è un comune di 10.219 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia. È il centro più importante della Carnia e ne è quindi considerato il capoluogo.

Tolmezzo è sede della UTI della “Carnia” (Unione Territoriale Intercomunale), di cui fa parte con i comuni di Amaro, Ampezzo, Arta Terme, Cavazzo Carnico, Cercivento, Comeglians, Enemonzo, Forni Avoltri, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Lauco, Ovaro, Paluzza, Paularo, Prato Carnico, Preone, Ravascletto, Raveo, Rigolato, Sappada, Sauris, Socchieve, Sutrio, Treppo Ligosullo, Verzegnis, Villa Santina e Zuglio.

Territorio 

Tolmezzo si trova ai piedi del monte Strabut a 323 m s.l.m., tra il Tagliamento e il torrente But, alla confluenza delle sette valli carniche, circondata dalle Alpi Tolmezzine Orientali. La posizione in cui sorge Tolmezzo è, ed era soprattutto in passato, molto favorevole: la valle è infatti attraversata dalla strada, già esistente in epoca romana (nota come via Iulia Augusta), che attraverso il Passo di Monte Croce Carnico porta in Austria. Il simbolo di Tolmezzo è l’Amariana (1906 m), splendido monte che con la sua forma piramidale si erge sopra la città.

Clima

Tolmezzo ha un clima prealpino-continentale con inverni freddi e a volte molto nevosi ed estati calde con frequenti temporali, abbondanti precipitazioni annue soprattutto nelle mezze stagioni.

Storia

Le prime notizie storiche di Tolmezzo si hanno verso la fine del primo millennio, in un documento compare col nome Tulmentium ed è inclusa tra i feudi del Patriarcato di Aquileia. Molto probabilmente però la cittadina è più antica, si pensa abbia avuto origine da un piccolo borgo risalente all’epoca preromana. Sotto il Patriarcato di Aquileia tra il 1077 ed il 1420, Tolmezzo visse anni prosperi all’insegna dello sviluppo non solo economico ma anche sociale.

Nel 1356, Tolmezzo divenne la capitale della Carnia ad opera del Patriarca Nicolò di Lussemburgo.

Nel medioevo, intorno al 1400, Tolmezzo è un’attiva cittadina fortificata. Il florido periodo feudale termina nel 1420 quando Tolmezzo, come tutto il Friuli, è annessa alla Repubblica di Venezia, mantenendo però gli ordinamenti ed i privilegi patriarcali senza importanti ripercussioni sull’economia e sulla società.

L’assetto economico di Tolmezzo iniziò a cambiare nel ‘700 con lo sviluppo industriale. Il 1797 segnò la caduta della Repubblica di Venezia ad opera di Napoleone; con il trattato di Campoformio il Friuli e la Carnia passarono all’Impero austriaco.

Nel 1805 la Carnia fu annessa al regno Italico sotto il dominio francese, Tolmezzo era ancora la capitale. In seguito alla sconfitta definitiva di Napoleone, la Carnia fu annessa al Regno Lombardo Veneto. Nel 1866, dopo la terza guerra di indipendenza, la Carnia ed una parte del Friuli entrarono a far parte del Regno d’Italia e Tolmezzo dette il suo contributo alla storia e alla nascita dell’attuale repubblica. Durante la prima guerra mondiale sul fronte carnico gli alpini furono impegnati contro gli austriaci. Nell’aprile 1916 era presente la 4ª Squadriglia da ricognizione e combattimento che il 15 aprile diventa 29ª Squadriglia che resta fino al 29 aprile. La seconda guerra mondiale vide impegnati i carnici contro i cosacchi e l’occupazione tedesca.

Sulle montagne che circondano Tolmezzo e in tutte le Alpi carniche, che segnano in gran parte il confine con l’Austria, si scorgono ancora i resti e le rovine di trincee e fortini.

Nell’anno scolastico 1906 – 1907 l’insegnante della II classe della scuola elementare della frazione Caneva fu l’allora maestro Benito Mussolini.

Il terremoto

Nel 1976 Tolmezzo fu devastata dai terremoti del 6 maggio e del 15 settembre che provocarono enormi crolli e danni. La città fu completamente ricostruita.

Onorificenze

Tolmezzo è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Medaglia d’argento al valor militare

«La gente carnica, che già durante il primo conflitto mondiale aveva subito una dura invasione e dato alla Patria la vita di millecinquecento suoi figli, osò, dopo l’otto settembre 1943, lanciare una intrepida sfida all’invasore nazista ed al suo alleato fascista, realizzando la Zona libera della Carnia, lembo indipendente d’Italia retto dal Governo democratico del C.L.N., formato da civili. Così con una continua, eroica e tenace lotta, le divisioni partigiane “Garibaldi” e “Osoppo”, con l’appoggio delle popolazioni locali, uomini e donne, le quali rinnovarono le gesta delle “Portatrici” del 1915-18, liberarono una estensione di 3.500 chilometri quadrati, e comprendente ben 42 Comuni. La difesa della Zona Libera e della sua capitale Ampezzo, costrinse l’occupatore a distogliere numerosi reparti dai vari fronti operativi per impiegarli nella repressione che costò ben 3.500 caduti partigiani e civili, migliaia di deportati ed internati, efferati eccidi, saccheggi, disumane rappresaglie soprattutto nei Comuni di Enemonzo, Forni Avoltri, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Ovaro, Paluzza, Paularo, Prato Carnico, Sutrio e Villa Santina. La gente Carnica seppe resistere fino alla gloriosa insurrezione di primavera che in Carnia si poté considerare conclusa solo il 10 maggio 1945.»— Tolmezzo, 5 aprile 1979Il Comune è stato anche insignito della Medaglia d’oro al merito civile per calamità naturali.

Medaglia d’oro al Merito Civile

«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d’alto senso del dovere, meritevole dell’ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta.»

Monumenti e luoghi d’interesse

Duomo
Risalente al 1764 sorge sul sito dell’antica chiesa di San Martino demolita per far posto alla nuova chiesa progettata dal tolmezzino Domenico Schiavi. Fu restaurato nel 1931 con il completamento della facciata; il campanile è coronato da un angelo anemometro.

Chiesa di Santa Caterina
Di origine quattrocentesca, ma interamente ricostruita nel ‘700, possiede una pregevole pala raffigurante lo Sposalizio di Santa Caterina del pittore pordenonese Pomponio Amalteo risalente al 1537.

Palazzo Linussio
Jacopo Linussio, industriale carnico del XVIII secolo, scelse di costruire un grandioso complesso architettonico che fungesse al tempo stesso da industria tessili e da residenza per la sua famiglia.

Palazzo Campeis
Il palazzo Campeis ospita il Museo carnico delle arti popolari “Michele Gortani” facente parte del Sistema museale della Carnia. L’importante raccolta, che è la maggiore della regione, fu istituita nel 1921 da Michele Gortani; documenta diffusamente ed esaurientemente la vita, il costume, l’agricoltura, l’industria della Carnia attraverso i tempi, con notevoli raccolte di utensili, attrezzi, abiti, e con la ricostruzione di ambienti tipici (cucine, camere da letto e da soggiorno, antiche botteghe).

Palazzo Frisacco
Il palazzo fu la dimora della famiglia Frisacco, notai e pubblici incaricati della città carnica.

La porta di sotto
Faceva parte dell’antica cinta muraria (XII-XIV secolo), oramai quasi del tutto scomparsa, che circondava e proteggeva la città in epoca medioevale.

La torre Picotta
Eretta nel 1477 per far fronte alle invasioni dei Turchi, venne distrutta durante il secondo conflitto mondiale (1944) dai tedeschi, ed è stata in seguito ricostruita grazie agli studi fatti su vecchi documenti e fotografie. Posta su una altura, una volta raggiunta a piedi attraverso un sentiero, vi si può ammirare tutto il paesaggio circostante e la città stessa.

Info tratte da Wikipedia.